Schemi che si ripetono: perché finiamo sempre nelle stesse situazioni

Psicoterapia individuale · 6 min di lettura

In breve

  • Gli schemi che si ripetono sono modi di pensare, sentire e reagire che tornano uguali anche in situazioni diverse.
  • Spesso nascono da convinzioni e decisioni prese da piccoli, che continuano a guidarci senza che ce ne accorgiamo.
  • Riconoscerli è il primo passo, ma per cambiarli serve anche provare, un po' alla volta, modi nuovi di agire.

Ti è mai capitato di pensare “ci risiamo”? Un'altra discussione che finisce come le precedenti, un'altra relazione che si chiude per gli stessi motivi, la stessa reazione che ti eri ripromesso di non avere più. Quando succede è facile darsi la colpa o pensare di essere fatti così. In realtà, dietro gli schemi che si ripetono c'è spesso una logica che si può imparare a riconoscere.

Perché ci ritroviamo sempre nelle stesse situazioni?

A volte la vita sembra girare in tondo: le stesse discussioni, le stesse delusioni, lo stesso modo di reagire. Cambiano le persone, i luoghi e le circostanze, ma la sensazione è sempre quella. È come se una parte di te sapesse già come andrà a finire.

Non succede per caso, e non succede perché sei sbagliato. Crescendo, tutti impariamo dei modi di stare al mondo: come chiedere attenzione, come difenderci, cosa aspettarci dagli altri. Questi modi si attivano quasi da soli, soprattutto quando siamo stanchi, sotto pressione o coinvolti emotivamente. Per questo si finisce per ripetere sempre gli stessi errori, anche quando li si vede arrivare.

Il copione: convinzioni nate tanto tempo fa

L'Analisi Transazionale, l'approccio con cui lavoro, ha una parola per descrivere tutto questo: copione. Il copione è un insieme di convinzioni e decisioni prese tanto tempo fa, magari da bambini, che continuano a guidarci senza che ce ne accorgiamo.

Sono idee su di te, sugli altri e su come vanno le cose. Può capitare, per esempio, di portarsi dentro frasi come “devo cavarmela da solo”, “se dico quello che penso, verrò lasciato” oppure “qualunque cosa faccia, non basterà”. Nessuno le ha mai scritte da qualche parte, eppure orientano scelte, reazioni e relazioni.

Non sono colpe di cui vergognarsi: sono idee nate in un altro momento della vita, che oggi forse ti stanno strette. E proprio perché si sono costruite nel tempo, attraverso le esperienze, possono anche cambiare. Se vuoi approfondire, trovi una spiegazione semplice nell'articolo su che cos'è l'Analisi Transazionale.

Come riconoscere uno schema nella vita di tutti i giorni

Gli schemi non si presentano con un'etichetta. Si notano di più guardando indietro e mettendo in fila episodi che sembravano diversi tra loro. Ecco alcuni ambiti in cui può valere la pena osservare.

Nel lavoro

Può capitare di dire sempre di sì, anche quando sei già oltre il limite, e poi sentirti sfruttato. Oppure di cambiare spesso posto perché a un certo punto “nessuno ti riconosce”, o di bloccarti ogni volta che devi farti avanti. Il contesto cambia, ma il copione resta lo stesso.

Nelle relazioni

Spesso è qui che ci si accorge di commettere sempre gli stessi errori nelle relazioni: scegliere partner che sembrano diversi ma finiscono per somigliarsi, sentirsi sempre quello che dà di più, allontanarsi appena il rapporto diventa importante. Succede anche con gli amici: certi scambi si ripetono e finiscono sempre nello stesso modo.

In famiglia

Con le persone che ci conoscono da sempre è facilissimo tornare a vecchi ruoli. Basta un pranzo della domenica per sentirti di nuovo quello che deve mettere pace, quello che non viene preso sul serio o quello che deve dimostrare qualcosa. La discussione parte da un dettaglio e arriva, puntuale, sempre allo stesso punto.

In ognuno di questi ambiti, alcuni segnali possono aiutarti a capire che sei davanti a uno schema:

  • hai la sensazione di sapere già come andrà a finire
  • la tua reazione ti sembra più forte di quanto la situazione richieda
  • dopo, ti ritrovi a pensare “perché l'ho fatto di nuovo?”
  • le stesse emozioni tornano in situazioni e con persone diverse
  • ti accorgi di usare spesso parole come “sempre” e “mai”

Perché continuiamo a ripetere sempre gli stessi errori?

A questo punto viene spontaneo chiedersi: “Ho capito il mio schema, perché allora continuo a cascarci?” È una domanda molto comune, e la risposta è semplice: capire è importante, ma da solo non basta.

Gli schemi si sono formati con l'esperienza, e con l'esperienza si modificano. Sapere che tendi a chiuderti quando ti senti criticato è un primo passo; riuscire a fare qualcosa di diverso proprio nel momento in cui succede è un passo ulteriore. In mezzo c'è un lavoro fatto di tentativi, piccoli progressi e qualche passo indietro.

Nell'Analisi Transazionale si parla di tre parti che tutti abbiamo: una che protegge e giudica, una che osserva e decide, una che sente (in termini tecnici Genitore, Adulto e Bambino). Non si tratta di eliminarne una, ma di farle dialogare meglio. Quando uno schema si attiva si tende a reagire in automatico; dare più spazio alla parte che osserva e decide aiuta a fermarsi e a chiedersi: “Come stanno le cose? Cosa posso fare adesso?”

Per questo il cambiamento passa dallo sperimentare modi nuovi: dire un no dove di solito diresti sì, chiedere aiuto dove di solito faresti da solo, restare in una conversazione difficile invece di chiuderla. All'inizio può sembrare strano, quasi innaturale. È normale: stai facendo qualcosa che non sei abituato a fare.

La domanda non è solo “perché mi comporto così?”, ma “quale schema sto ripetendo, e come posso scegliere diversamente?”

Cosa puoi fare già da oggi

Non serve stravolgere tutto. Alcuni piccoli gesti possono aiutarti a vedere meglio i tuoi schemi:

  1. Osserva senza giudicarti: quando ti accorgi di essere “di nuovo lì”, prova solo a notarlo, senza rimproverarti.
  2. Scrivi cosa è successo: la situazione, cosa hai provato, cosa hai fatto e come è finita. Dopo qualche episodio potresti vedere un filo comune.
  3. Cerca il punto di svolta: in quale momento la situazione prende la solita piega? È lì che, la volta successiva, puoi provare una piccola mossa diversa.
  4. Parti da poco: scegli una situazione semplice in cui sperimentare una reazione nuova, e osserva cosa succede.
  5. Sii paziente con te: uno schema che ti accompagna da anni ha bisogno di tempo per allentarsi.

Come può aiutarti la psicoterapia individuale con gli schemi che si ripetono

Da soli si può fare molto, ma alcuni schemi sono difficili da vedere proprio perché ci siamo dentro. Un percorso di psicoterapia individuale per adulti offre uno spazio riservato per guardarli con calma, con qualcuno al tuo fianco.

Nel lavoro insieme si prova a riconoscere emozioni, bisogni e pensieri, a capire quali modi di relazionarti tendono a ripetersi nel tempo e a rileggere le vecchie convinzioni su di te e sugli altri che oggi ti limitano. Non ricevi soluzioni preconfezionate: sei parte attiva, e passo dopo passo costruiamo una comprensione più chiara di ciò che vivi.

Conta anche la relazione con il terapeuta. Il modo in cui vediamo noi stessi e gli altri si costruisce attraverso le esperienze, e può cambiare grazie a nuove esperienze, alla consapevolezza e alla relazione terapeutica. In seduta puoi provare modi diversi di esprimerti e di stare in relazione, per poi portarli nella vita di tutti i giorni.

Se ti stai chiedendo se sia il momento giusto, può esserti utile leggere quando andare dallo psicologo e come si svolge il primo colloquio. Gli incontri possono svolgersi in studio oppure online, in videochiamata.

Il sito ha scopo informativo e non sostituisce un colloquio con un professionista. In caso di emergenza chiama il 112.

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