Primo colloquio dallo psicologo: come funziona e cosa aspettarti
In breve
- Il primo colloquio serve a conoscerci: mi racconti cosa ti porta, con i tuoi tempi, e io ti spiego come lavoro.
- Alla fine valutiamo insieme se e come proseguire, senza nessun obbligo di continuare.
- Non serve una preparazione particolare: puoi arrivare con i tuoi dubbi e le tue domande, in studio o online.
Prenotare il primo colloquio dallo psicologo è spesso la parte più difficile. Ci si chiede cosa dire, cosa succederà, se si verrà capiti. Sono domande normali: sapere in anticipo come si svolge l'incontro può aiutarti ad arrivarci con un po' più di tranquillità.
Qui trovi come funziona il primo colloquio, qualche idea per prepararti e alcune domande che puoi fare. Ogni professionista ha il proprio modo di condurlo: in queste righe ti racconto il mio.
A cosa serve il primo colloquio?
Il primo colloquio serve a conoscerci. Non è un esame e non devi arrivare con le idee già chiare: è un incontro per iniziare a capire cosa stai vivendo e di cosa senti di avere bisogno.
È un momento importante anche per te. Puoi capire se ti senti a tuo agio, se il modo di lavorare ti convince, se quello è lo spazio giusto per te. Allo stesso tempo, è l'occasione per capire insieme se e come posso aiutarti.
Come funziona il primo colloquio con lo psicologo
Non c'è un copione rigido da seguire. Nel mio modo di lavorare, però, il primo incontro tocca alcuni momenti che ti descrivo qui sotto.
Racconti cosa ti porta, con i tuoi tempi
Mi racconti cosa ti porta da me, con le parole e i tempi che senti tuoi. Non devi seguire un ordine preciso né dire tutto subito: puoi partire da ciò che ti sembra più importante, o anche da un dubbio. Se non sai da dove cominciare, va bene lo stesso: anche questo è un punto di partenza.
Ti spiego come lavoro
Io ti spiego come lavoro. Lavoro con l'Analisi Transazionale, un approccio che aiuta a comprendere come pensiamo, sentiamo e ci relazioniamo con gli altri. Usa un linguaggio semplice, vicino all'esperienza di tutti i giorni: per questo è un lavoro che si può capire e condividere, fatto insieme.
Valutiamo insieme se e come proseguire
Alla fine valutiamo insieme se e come proseguire. Non c'è nessun obbligo di continuare: la scelta resta tua. Se decidi di andare avanti, definiamo insieme obiettivi, frequenza e modalità più adatte a te.
Se venite in coppia
Nella psicoterapia di coppia al primo colloquio ci incontriamo tutti e tre: ognuno racconta il proprio punto di vista e io vi spiego come lavoro. Nel supporto psicologico nella PMA, invece, il primo colloquio può essere individuale o di coppia.
Come prepararsi al primo colloquio
Non serve una preparazione particolare. Se però ti fa sentire più tranquillo, puoi provare a:
- chiederti, anche solo per qualche minuto, cosa ti ha spinto a prenotare proprio adesso
- annotare su un foglio o sul telefono i pensieri o le situazioni di cui vorresti parlare
- segnarti le domande pratiche che vuoi fare, così non rischi di dimenticarle
- arrivare con qualche minuto di anticipo, o collegarti con calma se il colloquio è online
- lasciare da parte l'idea di dover dire “la cosa giusta”
Non devi presentarti con una spiegazione o con un problema già definito. Puoi arrivare anche solo con una sensazione: “qualcosa non va, ma non so bene cosa”. È un punto di partenza valido quanto un altro.
Cosa chiedere allo psicologo al primo colloquio?
Il primo colloquio è anche il momento in cui sei tu a conoscere il professionista. Fare domande è del tutto legittimo e può aiutarti a scegliere con più serenità. Puoi chiedere, per esempio:
- qual è la sua formazione e con quale approccio lavora
- come si svolge un percorso e su cosa si lavora insieme
- ogni quanto ci si incontra e quanto dura una seduta
- come si fa il punto, nel tempo, su come sta andando il percorso
- quali sono i costi
- se è possibile alternare sedute in studio e online
- come viene tutelata la riservatezza
Alcune risposte pratiche le trovi nella pagina Domande frequenti; le altre puoi chiederle già al primo contatto. Se vuoi sapere qualcosa in più sul mio percorso professionale, puoi leggere la pagina Chi sono.
È normale sentirsi agitati prima del primo colloquio?
Sì, è normale. Prima del primo incontro può capitare di sentirsi agitati o imbarazzati, o di avere dubbi fino all'ultimo momento. Può capitare anche di pensare di disdire, o di chiedersi se il proprio motivo sia “abbastanza importante”.
Sono emozioni comprensibili: stai per parlare di te con una persona che ancora non conosci. Non devi nasconderle né fare finta che non ci siano. Puoi anche raccontarle: come ti senti in quel momento fa parte dell'incontro.
Se ti stai ancora chiedendo se sia il momento giusto, può esserti utile leggere quando andare dallo psicologo.
Quello che dico resta riservato?
Sì. Come psicologa sono tenuta al segreto professionale, secondo il Codice Deontologico degli Psicologi e la legge. Ciò che condividi in seduta resta tra noi, salvo i rari casi previsti dalla legge, e i tuoi dati sono trattati nel rispetto del GDPR.
Per lo stesso motivo, quando mi contatti per fissare il primo colloquio bastano i tuoi recapiti. Dei dettagli della tua situazione parleremo insieme, al telefono o nel colloquio.
Primo colloquio in studio o online?
Il primo colloquio può svolgersi in studio oppure online, in videochiamata. Ricevo a Velletri, a Roma Monteverde e online: puoi scegliere la modalità più comoda per te e vedere dove si trovano gli studi.
Le sedute online seguono lo stesso metodo e la stessa cura di quelle in presenza e non vengono registrate. Basta un luogo tranquillo e riservato, dove nessuno possa ascoltarti, e una connessione stabile. Trovi qualche consiglio in più nella pagina sulla terapia online.
Il primo colloquio serve a conoscerci e non ti obbliga a proseguire. Puoi arrivarci con i tuoi dubbi, le tue domande e anche con un po' di agitazione.
Il sito ha scopo informativo e non sostituisce un colloquio con un professionista. In caso di emergenza chiama il 112.
