Supporto psicologico PMA: le emozioni del percorso e la coppia
In breve
- La PMA può portare con sé attesa, incertezza, ansia, frustrazione e tristezza: sono reazioni comprensibili, non un segno di debolezza.
- Il percorso può pesare anche sulla coppia, perché ognuno lo vive a modo suo e con tempi diversi.
- Un supporto psicologico, individuale o di coppia, offre uno spazio di ascolto prima, durante e dopo, qualunque sia l'esito, e affianca il percorso medico senza sostituirlo.
La procreazione medicalmente assistita (PMA) è un percorso che tocca il tempo, il corpo e la vita di tutti i giorni, ma anche le emozioni. Accanto agli appuntamenti e alle decisioni ci sono speranze, paure e attese che non sempre trovano spazio. In questo articolo vediamo quali emozioni possono emergere, come il percorso può pesare sulla coppia e quando un supporto psicologico nella PMA può aiutare a viverlo con meno solitudine.
Vale per chi sta pensando di iniziare, per chi è nel pieno del percorso e per chi lo ha concluso, qualunque sia stato l'esito. E vale sia per le coppie sia per chi affronta la PMA da sola o da solo.
Quali emozioni può portare la PMA?
Ogni persona vive la PMA a modo suo. Ci sono però alcune emozioni che possono accompagnare il percorso, a volte tutte insieme, a volte a ondate:
- la speranza, che spesso convive con la paura di restare delusi
- l'attesa, tra un appuntamento e l'altro, tra una fase e la successiva
- l'incertezza, perché non si sa come andrà e non tutto si può prevedere
- l'ansia e la paura, che possono farsi più forti mentre si aspetta una risposta
- la frustrazione, quando le cose non vanno come si sperava o i tempi si allungano
- la tristezza e il senso di perdita, anche per qualcosa che si era immaginato
- il senso di inadeguatezza, o la sensazione di aver perso fiducia in sé
Sono reazioni comprensibili di fronte a un'esperienza intensa e piena di significato. Non sono un segno di debolezza, né qualcosa da nascondere o da “tenere sotto controllo” a tutti i costi.
A volte chi vi sta intorno, con le migliori intenzioni, dice frasi come “non pensarci e vedrai che arriva”. Anche quando nascono dall'affetto, possono far sentire incompresi o perfino in colpa. Le emozioni non si spengono a comando: hanno bisogno di essere ascoltate.
Perché l'attesa può generare tanta ansia?
Nella PMA l'attesa ha un peso particolare. Si aspetta di iniziare, si aspettano le risposte, si aspetta di sapere come andrà. In questi tempi sospesi la mente tende a correre avanti, a immaginare scenari, a cercare segnali.
L'ansia nasce spesso proprio da qui: dal bisogno di avere il controllo su qualcosa che non si può controllare del tutto. Può farsi sentire nei pensieri, nell'umore, nei rapporti con gli altri. Darle un nome e parlarne con qualcuno può essere un primo modo per non sentirsene travolti.
PMA e coppia: quando il percorso pesa sulla relazione
La PMA può essere un progetto condiviso e, allo stesso tempo, una prova per la coppia. Non perché nella relazione ci sia qualcosa che non va, ma perché ognuno vive questa esperienza a modo suo, con tempi ed emozioni diversi.
Vissuti diversi
Può capitare che uno dei due voglia parlarne spesso e l'altro abbia bisogno di distrarsi. Oppure che uno dei due si senta più esposto e l'altro non sappia bene come offrire sostegno. Sono differenze comprensibili, ma se non trovano parole possono trasformarsi in distanza.
Intimità e sessualità
Quando il desiderio di un figlio passa attraverso appuntamenti, attese e decisioni, anche l'intimità e la sessualità possono cambiare. A volte passano in secondo piano, a volte si caricano di pensieri che prima non c'erano. Parlarne non è facile, ma può aiutare a ritrovarsi.
Quando la PMA diventa il centro di tutto
Poco alla volta il percorso può occupare ogni conversazione, ogni progetto, ogni fine settimana. Il rischio è che la coppia smetta di essere anche altro: due persone che si scelgono, che ridono insieme, che hanno interessi e desideri oltre a questo. Prendersi cura della relazione vuol dire anche proteggere questo spazio.
Quando può essere utile un supporto psicologico nella PMA?
Non serve aspettare di “non farcela più”. Può essere utile chiedere un supporto quando, per esempio:
- l'attesa e l'incertezza dei trattamenti diventano difficili da sostenere
- ansia, paura, frustrazione o tristezza occupano molto spazio
- tu e il partner vivete il percorso in modi diversi e fate fatica a capirvi
- la PMA sembra diventata il centro di tutta la vostra vita
- l'intimità e la sessualità sono cambiate
- vi sentite inadeguati o avete perso fiducia in voi stessi
- un esito negativo o un cambiamento nel progetto di genitorialità ha bisogno di essere elaborato
- dovete prendere decisioni importanti nelle diverse fasi del percorso
Chiedere aiuto non significa che qualcosa non vada in te o nella vostra relazione. Significa concedersi uno spazio in cui non dover essere sempre forti, e in cui anche i bisogni che restano non detti possono trovare voce.
Supporto psicologico PMA: cosa si fa negli incontri
Gli incontri possono essere individuali o di coppia. Tutto comincia da un primo colloquio, in cui si parte da dove siete: a che punto è il percorso, cosa state vivendo, di cosa sentite di avere bisogno. Da lì si valuta insieme come procedere. Se vi chiedete cosa aspettarvi, qui trovate come si svolge il primo colloquio con uno psicologo.
Negli incontri si dà spazio alle emozioni, perché ansia, paura, frustrazione, tristezza e senso di perdita possano essere accolti e compresi. Si lavora sull'incertezza e sulla pressione dell'attesa, sulle differenze tra i partner, sulla comunicazione e sull'intimità, sulla fiducia in sé e sulle scelte da affrontare nelle varie fasi.
Per la coppia è uno spazio in cui chiedersi: come stiamo vivendo questa esperienza? Cosa succede tra noi quando siamo sotto pressione? L'obiettivo è che la relazione resti un luogo di sostegno reciproco e che la PMA non diventi l'unico centro della vostra vita.
Ogni percorso si costruisce insieme, a partire da ciò di cui c'è bisogno. Il lavoro si basa sull'ascolto e sulla relazione, e fa riferimento all'Analisi Transazionale, un approccio che aiuta a comprendere come pensiamo, sentiamo e ci relazioniamo con gli altri.
Prima, durante e dopo il percorso
Il supporto può iniziare in qualsiasi momento. Prima, per orientarsi tra dubbi e aspettative e affrontare le decisioni con più consapevolezza. Durante, per attraversare le fasi più intense senza sentirsi soli. Dopo, per dare un senso a ciò che si è vissuto.
Qualunque sia l'esito
Un esito negativo, o un cambiamento nel progetto di genitorialità, può portare con sé un dolore che merita tempo e ascolto. Ma anche quando l'esito è quello sperato può servire uno spazio per elaborare la fatica accumulata. In ogni caso non c'è un modo giusto di sentirsi.
Le sedute si svolgono in studio, a Velletri e a Roma Monteverde, oppure online in videochiamata: una possibilità utile anche durante i periodi di trattamento, quando spostarsi può essere più faticoso. Si può scegliere la modalità più comoda e, se serve, alternare sedute in studio e online.
Il supporto psicologico affianca il percorso medico e non lo sostituisce. Per tutte le domande sugli aspetti medici, il riferimento resta l'équipe del centro che vi segue.
Piccoli accorgimenti per prendersi cura di sé e della relazione
Non esistono ricette valide per tutti. Ci sono però alcune attenzioni che possono alleggerire un po' le giornate:
- dare un nome a ciò che provi, anche scrivendolo, senza giudicarti
- scegliere con chi condividere il percorso e quanto raccontare: puoi proteggere la tua riservatezza
- ritagliarsi dei momenti in cui non si parla di PMA, per ritrovarsi come coppia
- ascoltare il modo in cui l'altro vive il percorso, anche quando è diverso dal tuo
- tenere vivo qualcosa che fa stare bene entrambi: un interesse, un'abitudine, un tempo tutto per la coppia
- portare i dubbi sugli aspetti medici all'équipe del centro, invece di cercare risposte ovunque
Se senti che la fatica pesa troppo, ricorda che non devi affrontarla da sola o da solo. Puoi approfondire come funziona il supporto psicologico nel percorso di PMA oppure, se il percorso ha messo in difficoltà la relazione, la psicoterapia di coppia.
Il sito ha scopo informativo e non sostituisce un colloquio con un professionista. In caso di emergenza chiama il 112.
